macchine e motori

Pollice verso per il mercato dell’auto anche in agosto

Nono mese consecutivo di ribasso per il mercato dell’auto, che non riesce a rialzarsi.

 

La congiuntura economica negativa continua a spaventare mercati azionari e governi di tutti i Paesi, portando con se ripercussioni più o meno gravi sulla vita quotidiana di tutti i cittadini.

Il mercato dell’auto è uno di quelli più colpiti, visto che ormai tutti possiedono almeno un mezzo di locomozione con cui spostarsi e quindi, se proprio non è necessario, nessuno si prende il lusso di cambiare automobile proprio in questo periodo storico così disgraziato.

Ma nonostante la consapevolezza degli addetti ai lavori sulla crisi del mercato dell’auto, ogni rilevazione negativa viene sempre presa come una grossa delusione, se non proprio come una vera e propria mazzata in fronte.

I dati di agosto per quanto riguarda il mercato dell’auto sono tutt’altro che incoraggianti. Si parla di un 20,23 % rispetto allo stesso mese dello scorso anno e, se si considera che dall’inizio dell’anno ci avviciniamo al venti per cento di immatricolazioni in meno, il futuro non si prospetta per nulla roseo. Questo mese è il nono mese consecutivo che le percentuali sono con il segno meno ed è l’agosto in cui si è venduto meno, stando alle parole preoccupanti dell’A.D. Fiat, Sergio Marchionne, che proprio per questa crisi che sta attanagliando il mercato dell’auto sta seriamente pensando di sacrificare qualche stabilimento in Italia, per delocalizzare in paesi in cui la manodopera costa meno e quindi, grazie al minor costo del lavoro, ribilanciare i magri bilanci di quest’ultimo periodo.

Certo, non aiutano al mercato dell’auto nemmeno i costi elevatissimi di materie prime e benzina, per non parlare delle sempre crescenti tariffe del mercato assicurativo ed altri servizi.
Pare addirittura che questi dati sono in realtà più pesanti, poichè molti concessionari tendono ad immatricolarizzare più vetture possibili, per non andare sotto ai loro obiettivi di vendita e soprattutto per non deludere le aspettative delle rispettive case automobilistiche, con la speranza di vendere le vetture successivamente con la formula del “km zero”.

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